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Il
Risorgimento d'Italia fu opera di pensatori come
Mazzini,
Gioberti, Cattaneo, di condottieri come
Vittorio Emanuele II e
Garibaldi e di politici come
Cavour.
Mazzini fondò a Marsiglia nel 1831 la Giovine Italia, con
il compito di fare l'Italia «una, libera, indipendente,
repubblicana». Il partito moderato, che contava uomini
come Cesare Balbo, Massimo d'Azeglio e Camillo Benso di
Cavour, sosteneva, invece, la necessità dell'appoggio
diplomatico e militare da parte degli altri Stati, mentre
Gioberti era fautore di una federazione italiana sotto la
presidenza del papa. L'anno cruciale delle rivoluzioni
nazionali in Europa fu il 1848. In Italia reazioni
antiaustriache si ebbero a Venezia, Milano e Brescia
(Cinque Giornate).
Carlo
Alberto, concesso lo Statuto e accorso in aiuto
dei Milanesi, il 23 marzo varcava il Ticino e dichiarava
guerra all'Austria.
Anche altri principi italiani, sotto la pressione
dell'opinione pubblica, parteciparono all'impresa con
l'invio di truppe e di materiali. Successivamente, però,
seguendo l'esempio di Pio IX, i sovrani ritirarono i
propri eserciti dal conflitto. Battuto a Custoza (23-25
luglio 1848) da Radetzky, Carlo Alberto chiese
l'armistizio (detto di Salasco, dal nome del generale
firmatario). Nel 1849 la guerra fu ripresa, ma questa
volta il conflitto durò appena tre giorni e finì con la
disfatta di Novara (23 marzo). Carlo Alberto abdicava in
favore del figlio Vittorio Emanuele II e partiva per
Oporto in volontario esilio, mentre a Roma veniva
proclamata la Repubblica, retta da un triumvirato
(Mazzini, Saffi, Armellini). Ma le truppe francesi,
inviate da Luigi Napoleone, abbatterono la Repubblica
Romana e ristabilirono il governo pontificio.
Il plebiscito del 21-22 ottobre univa il Regno delle Due
Sicilie a quello di Vittorio Emanuele II. Il 17 marzo 1861
a Torino veniva proclamata la costituzione del nuovo Regno
d'Italia.
Dopo una dichiarazione di neutralità (1° agosto 1914),
sotto la pressione delle correnti interventiste, il
governo aderì alla Triplice Intesa (trattato di Londra,
aprile 1915) e dichiarò guerra all'Austria (24 maggio),
sperando di completare l'unità territoriale. La guerra
comportò notevoli sacrifici, ma fu coronata nel novembre
1918 dalla vittoria. I trattati di San Germano (1919) e di
Rapallo (1920) concedettero all'Italia Trentino, Alto
Adige, Trieste, Istria e Zara.
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